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18/ 7/ 2019 ------ 08:47

 

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Una formazione … che parla!!

    UNISCITI alle Acli Colf per la pro­mozione dei diritti delle lavo­ra­trici e dei lavo­ra­tori ital­iani e stranieri che si occu­pano del lavoro di cura e dell’assistenza famil­iare!
    ADERISCI ad un movi­mento che si batte per la tutela di un wel­fare famil­iare che va incon­tro alle nuove esi­genze delle famiglie ital­iane e straniere!
    CONTRIBUISCI alle nos­tre rif­les­sioni per tute­lare chi cura e chi viene curato!
    Con¬≠tatta la nos¬≠tra SEDE NAZIONALE per avere mag¬≠giori infor¬≠mazioni o per indi¬≠vid¬≠uare la sede Acli Colf a te pi√Ļ vicina.

    Una for­mazione … che parla!!

    Si √® svolta a Roma la prima parte del corso di for¬≠mazione‚ÄúRischi e respon¬≠s¬≠abil¬≠it√† nell‚Äôambito del lavoro domes¬≠tico e di cura‚ÄĚ orga¬≠niz¬≠zato dalle Acli Colf in col¬≠lab¬≠o¬≠razione con la fun¬≠zione for¬≠mazione delle Acli Nazion¬≠ali e il Patronato Acli,¬†al quale¬†hanno¬†preso parte diri¬≠genti e volon¬≠tari Acli Colf, mem¬≠bri della cat¬≠e¬≠go¬≠ria, ma anche diversi oper¬≠a¬≠tori del Caf¬† e del Patronato.

    Il corso è mirato  a dare mag­giori stru­menti ai rap­p­re­sen­tanti delle Acli Colf quali Diri­genti e quanti si occu­pano dello sviluppo dell’associazione nel sis­tema Acli, tutti prove­ni­enti da diverse parti dell’Italia: da Trento a Messina pas­sando per Man­tova, Reg­gio Emilia, Firenze, Siena, Roma, Reg­gio Cal­abria.., con una plu­rar­ità di cul­ture: sono infatti rap­p­re­sen­tate varie parti dell’Italia  ma anche  .. del mondo (Brasile, Nicaragua, Ecuador, Fil­ip­pine, Ucraina, Romania,…). 

    Il corso è stato seguito con molto inter­esse dai parte­ci­panti  i quali si sono con­frontati sulle diverse tem­atiche pro­poste, in un clima col­lab­o­ra­tivo, gioviale, in un grade­v­ole scam­bio di esperienze.

    Il per¬≠corso for¬≠ma¬≠tivo ‚Äúparla‚ÄĚ pro¬≠prio¬†di aspetti impor¬≠tanti¬†nell‚Äôambito del lavorodomes¬≠tico e di cura, come ad esem¬≠pio la sicurezza sul lavoro e come sia fon¬≠da¬≠men¬≠tale¬†dare¬†sem¬≠pre e comunque¬†¬†pri¬≠or¬≠it√† alle respon¬≠s¬≠abil¬≠it√† che derivano da tale rap¬≠porto di lavoro, o ancora di come sia impor¬≠tante capire quando vi sono dei casi di¬†man¬≠cato rispetto delle norme con¬≠trat¬≠tuali e contributive.
    Il ruolo che abbi­amo noi è pro­prio quello diaccom­pa­g­na­mento alla cor­retta ges­tione di tale rapporto/relazione di lavoro ed è per questo che è nec­es­sario avere la cor­retta preparazione in mer­ito. Così come la nos­tra vita asso­cia­tiva può aiutarci a dif­fondere nella soci­età i temi del lavoro domes­tico e di cura e a dare rap­p­re­sen­tanza alla cat­e­go­ria. 

    Adesso siamo in attesa del sec­ondo appun­ta­mento for­ma­tivo dal giorno 8 al 10 luglio sem­pre a Roma … a presto!!


    Momenti di infor­mal­ità e di alle­gria al Corso.
    (di Adri­ana Di Nardo Almeida a nome del gruppo dei corsisti)

     

    E’ tempo di dichiarazioni dei redditi anche per colf e assistenti familiari!

      Dal sito di stranieriinitalia.it

      Sono polacca e lavoro come colf da una famiglia. Sono obbli­gata a pre­sentare la dichiarazione dei redditi?

      Tali con­tributi non com­pren­dono però la parte che cias­cuna per­sona è tenuta a pagare a titolo di tasse e imposte per poter usufruire dei servizi che lo Stato offre attra­verso i suoi uffici pub­blici (Scuole, Ospedali, Comuni, ecc.).
      Per la legge ital¬≠iana, infatti, chi¬≠unque per¬≠cepisce un red¬≠dito in Italia, da lavoro dipen¬≠dente o autonomo, √® obbli¬≠gato, ogni anno, a fare la dichiarazione dei red¬≠diti, attra¬≠verso la quale si dichiara allo Stato quanto si √® guadag¬≠nato nell‚Äôanno di rifer¬≠i¬≠mento. In pro¬≠porzione al red¬≠dito guadag¬≠nato si √® poi obbli¬≠gati a pagare le imposte sec¬≠ondo delle per¬≠centu¬≠ali fis¬≠sate sem¬≠pre dalla legge. Chiara¬≠mente pi√Ļ alto √® il red¬≠dito pi√Ļ √® alto l‚Äôimporto da ver¬≠sare allo Stato.La norma fis¬≠cale prevede che non sus¬≠siste l‚Äôobbligo di pre¬≠sen¬≠tazione della dichiarazione dei red¬≠diti, ma questo solo se non si supera una soglia stabilita.

      Detto ci√≤, ad una colf/badante che lavori per 365 gg l‚Äôanno, spetta per legge uno ‚Äúsconto‚ÄĚ fisso pari all‚Äôimposta dovuta fino ad un red¬≠dito imponi¬≠bile di ‚ā¨ 8.000,00, in questo caso nulla √® dovuto allo Stato e quindi nes¬≠suna dichiarazione deve essere pre¬≠sen¬≠tata. Sus¬≠sistono per√≤ anche altre forme ‚ÄúSconti‚ÄĚ, come figli a carico, spese mediche, ecc. Per¬≠tanto se i red¬≠diti com¬≠p¬≠lessivi di lavoro dipen¬≠dente, super¬≠ano il pre¬≠detto lim¬≠ite, bisogn¬≠er√† con¬≠trol¬≠lare, ai fini dell‚Äôobbligo di pre¬≠sen¬≠tazione della dichiarazione, l‚Äôinsorgere o meno dell‚Äôobbligo di pre¬≠sentare la dichiarazione dei red¬≠diti e di pagare even¬≠tual¬≠mente le¬†tasse.

      Per¬≠tanto le lavo¬≠ra¬≠trici ogni anno dovranno ver¬≠i¬≠fi¬≠care se hanno l‚Äôobbligo alla com¬≠pi¬≠lazione della dichiarazione dei red¬≠diti e al paga¬≠mento delle tasse. Tale dichiarazione si chiama mod¬≠ello ‚ÄúUNICO‚ÄĚ e deve essere com¬≠pi¬≠lata nei mesi di mag¬≠gio e giugno 2011. Questo vale sia per le lavo¬≠ra¬≠trici di nazion¬≠al¬≠it√† ital¬≠iana sia per quelle di nazion¬≠al¬≠it√† estera.

      Per fare questa ver­i­fica è bene riv­ol­gersi presso com­mer­cial­isti o CAF, cen­tri di assis­tenza fis­cale, muniti della seguente documentazione:

      1) Mod­ello CUD (cer­ti­fi­cazione rilas­ci­ata dal datore di lavoro  attes­tante il red­dito per­cepito nell’anno 2010).
      Infatti, il Con¬≠tratto Col¬≠let¬≠tivo Nazionale del lavoro domes¬≠tico prevede che ‚ÄúIl datore di lavoro, a richi¬≠esta del lavo¬≠ra¬≠tore, √® tenuto a rilas¬≠ciare una dichiarazione dalla quale risulti l‚Äôammontare com¬≠p¬≠lessivo delle somme ero¬≠gate nell‚Äôanno‚ÄĚ. Il datore di lavoro √® obbli¬≠gato, quindi, qualora la lavo¬≠ra¬≠trice lo richieda, a fare questa dichiarazione nella quale venga spec¬≠i¬≠fi¬≠cato la ret¬≠ribuzione annuale corrisposta.

      2) Codice fis­cale della lavo­ra­trice, dell’eventuale coni­uge e figli a carico. Per le lavo­ra­trici extra-comunitarie occorre essere in pos­sesso dello stato di famiglia se i figli sono res­i­denti in Italia, oppure di equiv­a­lente doc­u­men­tazione rilas­ci­ata dal paese di orig­ine, tradotta in ital­iano ed assev­er­ata come con­forme all’originale dal con­so­lato ital­iano pre­sente nel Paese di origine.

      Pi√Ļ posti di lavoro, pi√Ļ abbandono scolastico?

        Un rap­porto stu­pe­facente dall’Italia


        La pre­oc­cu­pazione ser­peg­gia a Como: qui il numero dei ragazzi che las­ciano la scuola prima del tempo è il doppio rispetto a Bari. Anche i ten­ta­tivi di spie­gare il fenom­eno sus­ci­tano perplessità.

        Dal punto di vista eco¬≠nom¬≠ico i rap¬≠porti di forza appaiono chiari: il Nord Italia √® fiorente, il Sud arranca. Da ci√≤ si potrebbe anche dedurre che le scuole, al Nord, siano migliori, per¬≠ch√© una buona preparazione sco¬≠las¬≠tica √® l‚Äôanticamera di un buon lavoro. Ma questa impres¬≠sione non si con¬≠ferma sem¬≠pre, afferma il ¬ęSec¬≠ondo Rap¬≠porto sulla qual¬≠it√† della scuola ital¬≠iana¬Ľ pub¬≠bli¬≠cato di recente dal Min¬≠is¬≠tero della Pub¬≠blica Istruzione italiano.

        Uno su quat­tro abban­dona la scuola

        Ad esem¬≠pio a Como, citt√† del Nord vicinis¬≠sima al con¬≠fine svizzero, quasi il 22% dei ragazzi in et√† di obbligo sco¬≠las¬≠tico abban¬≠dona anzitempo la scuola, men¬≠tre a Bari la per¬≠centuale √® dell‚Äô11%. ‚ÄúAbban¬≠donare anzitempo la scuola‚ÄĚ sig¬≠nifica non portare a ter¬≠mine i primi due anni del ciclo di scuola supe¬≠ri¬≠ore, che dura 5 anni e che i ragazzi iniziano a 14 anni. Nel caso di Como, vuol dire che un ragazzo su quat¬≠tro inter¬≠rompe gli studi ancor prima di com¬≠piere 16¬†anni.

        Sec¬≠ondo la riv¬≠ista di set¬≠tore ‚ÄúTut¬≠toscuola‚ÄĚ, la media nazionale dell‚Äôabbandono sco¬≠las¬≠tico da parte dei ragazzi √® pari al 16,7%; a liv¬≠ello europeo si attesta al 15%. Da tre anni la ten¬≠denza √® in aumento, soprat¬≠tutto nelle regioni set¬≠ten¬≠tri¬≠on¬≠ali di Piemonte, Lig¬≠uria ed Emilia Romagna, con un aumento supe¬≠ri¬≠ore al 2%. Il pri¬≠mato neg¬≠a¬≠tivo spetta a Novara, in Piemonte, con il 34% di abban¬≠doni sco¬≠las¬≠tici. Nelle regioni merid¬≠ion¬≠ali di Cal¬≠abria, Basil¬≠i¬≠cata e Puglia, al con¬≠trario, negli ultimi tre anni il tasso di abban¬≠dono sco¬≠las¬≠tico √® sceso di una per¬≠centuale che oscilla tra l‚Äô1 e il 4%. Con per¬≠centu¬≠ali com¬≠p¬≠lessive tra il 20 e il 30% ci sono per√≤ ancora troppi abban¬≠doni. L‚Äôeccezione √® rap¬≠p¬≠re¬≠sen¬≠tata dalle citt√†, che van¬≠tano una per¬≠centuale di circa il 10%, sor¬≠pren¬≠den¬≠te¬≠mente¬†bassa.

        Il miglio¬≠ra¬≠mento della situ¬≠azione al Sud si spiega con una serie di cam¬≠pagne del Min¬≠is¬≠tero dell‚ÄôIstruzione. A Como, al con¬≠trario, aleg¬≠giano pre¬≠oc¬≠cu¬≠pazione e stu¬≠pore. L‚Äôabbandono sco¬≠las¬≠tico in per¬≠centu¬≠ali ben al di sopra della media sarebbe dovuto, tra gli altri fat¬≠tori, anche al fatto che qui i ragazzi tro¬≠vereb¬≠bero lavoro molto pi√Ļ facil¬≠mente che nel resto d‚ÄôItalia, sec¬≠ondo quanto afferma Gia¬≠como Cas¬≠tiglioni nel gior¬≠nale locale ‚ÄúLa Provin¬≠cia‚ÄĚ. Il pres¬≠i¬≠dente di Uni¬≠ver¬≠como, Asso¬≠ci¬≠azione per la pro¬≠mozione degli inse¬≠di¬≠a¬≠menti uni¬≠ver¬≠si¬≠tari in Provin¬≠cia di Como, ammette per√≤ anche che, cos√¨ facendo, i ragazzi peg¬≠gio¬≠rano le loro prospet¬≠tive future.

        Cat­tiva con­sulenza ai ragazzi

        Piut¬≠tosto curiosa¬≠mente, la tesi di Clau¬≠dio Mer¬≠letti, capo del Provved¬≠i¬≠torato Regionale agli Studi, va in direzione opposta: ‚ÄúAlle scuole medie il com¬≠pito di ind¬≠i¬≠riz¬≠zare i ragazzi alla scelta delle supe¬≠ri¬≠ori √® affidato per il 90% a inseg¬≠nanti donne con una preparazione preva¬≠len¬≠te¬≠mente uman¬≠is¬≠tica. Non sarebbe meglio incar¬≠i¬≠care di questo com¬≠pito di con¬≠sulenza due per¬≠sone di rifer¬≠i¬≠mento con una for¬≠mazione diversa l‚Äôuna dall‚Äôaltra?‚ÄĚ. Forse con queste parole Mer¬≠letti vuole insin¬≠uare che queste inseg¬≠nanti sareb¬≠bero ecces¬≠si¬≠va¬≠mente di parte e non sareb¬≠bero in grado di con¬≠sigliare gli stu¬≠denti abbas¬≠tanza bene da pre¬≠venire il loro abban¬≠dono sco¬≠las¬≠tico. Forse sarebbe meglio pen¬≠sare ad altre pro¬≠poste per miglio¬≠rare il sis¬≠tema. Per esem¬≠pio un mas¬≠ter speci¬≠fico per diventare ‚Äúinsegnanti-consulenti‚ÄĚ.

         

        Sono italiani e donne i ‚Äėnuovi poveri‚Äô

          Aumentano le richieste al Microcredito (foto Dipietro)
          Aumen­tano le richi­este al Micro­cre­d­ito (foto Dipietro)

          Siena, 16 aprile 2011 - La¬†per¬≠du¬≠rante crisi eco¬≠nom¬≠ica crea dis¬≠oc¬≠cu¬≠pazione e, con essa, dis¬≠agi sociali anche lad¬≠dove fino ad oggi resiste¬≠vano isole felici. I nuovi poveri sono ital¬≠iani e, soprat¬≠tutto, donne che hanno super¬≠ato, per numero, i migranti. E‚Äô quanto emerge dall‚Äôanalisi dei dati del Micro¬≠cre¬≠d¬≠ito di Sol¬≠i¬≠da¬≠ri¬≠et√† che pre¬≠senta all‚Äôassemblea dei soci il bilan¬≠cio 2010 reg¬≠is¬≠trando prestiti ero¬≠gati nel Senese per circa 800mila euro su un com¬≠p¬≠lessivo di un mil¬≠ione e 70mila euro (+18,4% rispetto al 2009) e 596 domande di finanzi¬≠a¬≠mento anal¬≠iz¬≠zate (+25,7% rispetto al 2009). Le donne sono pi√Ļ col¬≠pite dunque e si con¬≠fer¬≠mano uno degli anelli pi√Ļ deboli della soci¬≠et√†. In molte famiglie la ret¬≠ribuzione del mar¬≠ito non basta pi√Ļ, mag¬≠gior¬≠mente nel caso in cui sia stato licen¬≠zi¬≠ato o in cassa inte¬≠grazione.

           

          Ecco quindi la neces¬≠sit√† che anche la donna ricorra all‚Äôindebitamento per fron¬≠teggiare le spese del menage famil¬≠iare. In propos¬≠ito i soci¬≠ologi definis¬≠cono questo fenom¬≠eno come l‚Äôemersione della cat¬≠e¬≠go¬≠ria dei ‚Äėnuovi poveri‚Äô, divenuti tali a seguito della per¬≠du¬≠rante crisi eco¬≠nom¬≠ica del Paese, che non riescono pi√Ļ a quadrare i conti della famiglia. Cos√¨ si ricorre all‚Äôindebitamento per pagare gli affitti arretrati, o le utenze, oppure il nec¬≠es¬≠sario per gli studi dei figli come pure per acquistare un‚Äô auto usata di mod¬≠esta cilindrata.

           

          Da ci√≤ emerge l‚Äôattualit√† del Micro¬≠cre¬≠d¬≠ito di Sol¬≠i¬≠da¬≠ri¬≠et√†, soci¬≠et√† finanziaria che nasce dalla con¬≠cer¬≠tazione tra il mondo dell‚Äôimpresa, degli enti locali, reli¬≠giosi e del terzo set¬≠tore. L‚Äôidea sorse nel 2005 quando ancora non si avverti¬≠vano i primi sin¬≠tomi della suc¬≠ces¬≠siva crisi finanziaria ed eco¬≠nom¬≠ica: una riprova della lungimi¬≠ranza della comu¬≠nit√† senese che volle farsi carico ‚Äď anche per questo aspetto ‚Äď delle dif¬≠fi¬≠colt√† dei soggetti pi√Ļ deboli.
          Il val¬≠ore medio dei prestiti nel 2010 √® stato pari a 3.770 euro con¬≠fer¬≠man¬≠dosi sui liv¬≠elli del 2009 per avere risorse per favorire pi√Ļ per¬≠sone. La crisi ha pesan¬≠te¬≠mente col¬≠pito la famiglia, soprat¬≠tutto quella monored¬≠dito. Ben il 35% delle moti¬≠vazioni per la richi¬≠esta di un prestito dipen¬≠dono dalla neces¬≠sit√† di rimod¬≠u¬≠lare i deb¬≠iti accesi in prece¬≠denti peri¬≠odi, men¬≠tre il 31 % di chi si √® riv¬≠olto al Micro¬≠cre¬≠d¬≠ito ha neces¬≠sit√† per affitti ed utenze, spese mediche o sos¬≠ti¬≠tuzione di una vec¬≠chia auto. Il paga¬≠mento dell‚Äôaffitto risulta ancora l‚Äôesigenza pi√Ļ ricor¬≠rente tra le cause dell‚Äôindebitamento. Non man¬≠cano casi di famiglie labo¬≠riose che vogliono avviare pic¬≠cole attiv¬≠it√† come mini imp¬≠rese di pulizie o di commercio.

           

          Il Ministero dell‚ÄôInterno approva il progetto ‚ÄĚIntegrarSi‚ÄĚ presentato dalla provincia di Siena che sar√† finanziato con i Fondi Europei

            giovanistranieriIl Min­is­tero dell’Interno ha esam­i­nato le circa 1.000 domande pre­sen­tate per ben­e­fi­ciare dei finanzi­a­menti pre­visti dal Fondo Europeo per l’Integrazione dei cit­ta­dini dei Paesi Terzi.
            Tra i prog¬≠etti, a valenza ter¬≠ri¬≠to¬≠ri¬≠ale approvati e ammessi al finanzi¬≠a¬≠mento, √® stato approvato quello pre¬≠sen¬≠tato dalla Provin¬≠cia di Siena in col¬≠lab¬≠o¬≠razione con l‚ÄôArci, la Direzione Didat¬≠tica Statale 1¬į Cir¬≠colo e il Con¬≠sorzio Arche‚Äô di¬†Siena.
            Il prog¬≠etto, denom¬≠i¬≠nato ‚ÄúInte¬≠grarSi‚ÄĚ, val¬≠u¬≠tato favorevol¬≠mente anche dal Con¬≠siglio ter¬≠ri¬≠to¬≠ri¬≠ale per l‚Äôimmigrazione di Siena, si riv¬≠olge a minori che trovano dif¬≠fi¬≠colt√† ad inserirsi e a sostenere pos¬≠i¬≠ti¬≠va¬≠mente per¬≠corsi di istruzione, for¬≠ma¬≠tivi e professionali.
            La pro­posta approvata mira a pro­muo­vere la conoscenza appro­fon­dita della lin­gua ital­iana, da parte dei gio­vani stranieri di prima e sec­onda gen­er­azione, for­nendo anche un appro­fondi­mento sui prin­cipi fon­da­men­tali su cui si regge lo Stato Ital­iano, i diritti e i doveri dei cit­ta­dini e le prin­ci­pali carat­ter­is­tiche dell’ordinamento dello Stato.

            Sono altresì pre­viste sig­ni­fica­tive azioni di polit­ica attiva del lavoro
            , des­ti­nate a favorire la social­iz­zazione e l’inserimento, con inter­venti mirati nella  del­i­cata fase di tran­sizione, fra sis­temi dell’istruzione e mondo del lavoro, che preve­dono anche l’erogazione di mod­uli per­son­al­iz­zati per la for­mazione pro­fes­sion­ale, stage e tirocini.
            ------- ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE ---- ACLI COLF SIENA ---- DIRETTIVO PROVINCIALE --------- Siena ----