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25/ 6/ 2019 ------ 00:45

 

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commenti art. 3 Statuto Nazionale Acli

    Ci sof­fer­mi­amo oggi su una parte impor­tante dello STATUTO NAZIONALE
    ACLI, in par­ti­co­lare su alcuni pas­saggi dell’ arti­colo 3.
    ‚ÄúLe Acli, nonch√© le asso¬≠ci¬≠azioni speci¬≠fiche, i Servizi e le imp¬≠rese¬†a final¬≠it√† sociale ed ogni altro soggetto del sis¬≠tema asso¬≠cia¬≠tivo, adot¬≠tano, ad inte¬≠grazione del¬†metodo di gov¬≠erno, il processo di gov¬≠er¬≠nance basato sulla sus¬≠sidia¬≠ri¬≠et√† e con¬≠di¬≠vi¬≠sione, sia al loro¬†interno che nei rap¬≠porti reciproci.‚ÄĚ

    com­men­ti­amo per mag­gior chiarezza:

    sus¬≠sidia¬≠ri¬≠et√† che appunto ¬†√® un prin¬≠ci¬≠pio rego¬≠la¬≠tore tale per cui se un ente che¬†sta ‚Äúpi√Ļ in basso‚ÄĚ √® capace di fare qual¬≠cosa, l‚Äôente che sta ‚Äúpi√Ļ¬†in alto‚ÄĚ deve las¬≠cia¬≠r¬≠gli questo com¬≠pito, anche soste¬≠nen¬≠done¬†even¬≠tual¬≠mente l‚Äôazione.
    con­di­vi­sione che è l’utilizzo in comune di una risorsa o dello spazio. In senso stretto si riferisce all’uso con­giunto o alter­nato di un bene finito come ad esem­pio una res­i­denza ed è anche cor­re­lato al processo di dividere  e distribuire.

    Adriana Almeida Di Nardo, nel Parlamento Intercontinentale Cosmopopoli, Rappresenta L’America Latina.

      Si √® svolta sabato 17 marzo presso l‚ÄôAula Magna dell‚ÄôUniversit√† per Stranieri di Siena, la riu¬≠nione col¬≠le¬≠giale che ha sancito la cos¬≠tituente del ‚ÄúPar¬≠la¬≠mento Inter¬≠con¬≠ti¬≠nen¬≠tale‚ÄĚ pro¬≠mosso dall‚Äôorganizzazione inter¬≠nazionale Cos¬≠moPopoli. In occa¬≠sione dell‚Äôapertura dei lavori, sono inter¬≠venuti il ret¬≠tore dell‚ÄôUniversit√† per Stranieri di Siena, Mas¬≠simo Vedovelli , l‚Äôassessore provin¬≠ciale al Wel¬≠fare, Simon¬≠etta Pel¬≠le¬≠grini e Adri¬≠ana Almeida Di Nardo, Respon¬≠s¬≠abile provin¬≠ciale Acli Colf di Siena, che hanno rib¬≠a¬≠dito ‚Äúl‚Äôimportanza dell‚Äôinterazione tra le tante comu¬≠nit√†, che ormai da anni risul¬≠tano rap¬≠p¬≠re¬≠sen¬≠tate nelle nos¬≠tra comunit√†‚ÄĚ.
       

      ‚ÄúAbbi¬≠amo scelto volon¬≠tari¬≠a¬≠mente la con¬≠comi¬≠tanza della cos¬≠ti¬≠tuzione del ‚ÄúPar¬≠la¬≠mento Inter¬≠con¬≠ti¬≠nen¬≠tale di Cos¬≠moPopoli‚ÄĚ, con la gior¬≠nata con¬≠clu¬≠siva della cel¬≠e¬≠brazione del 150¬į dell‚ÄôUnit√† d‚ÄôItalia ‚ÄĒ ha dichiarato il pres¬≠i¬≠dente di Cos¬≠moPopoli Moussa Fall -. Tale coin¬≠ci¬≠denza vuol sot¬≠to¬≠lin¬≠eare, che oggi pi√Ļ che mai √® nec¬≠es¬≠saria una mag¬≠giore atten¬≠zione sull‚Äôinterazione tra le comu¬≠nit√† mul¬≠ti¬≠cul¬≠tur¬≠ali pre¬≠senti nell‚Äôintera nazione, che pos¬≠sono conc¬≠re¬≠ta¬≠mente rap¬≠p¬≠re¬≠sentare una oppor¬≠tu¬≠nit√† per l‚ÄôItalia. Rib¬≠a¬≠di¬≠amo che se vogliamo stare al passo con l‚ÄôEuropa, dob¬≠bi¬≠amo inevitabil¬≠mente seg¬≠nare un cam¬≠bio di mar¬≠cia anche in relazione al riconosci¬≠mento della con¬≠dizione degli immigrati‚ÄĚ.

       

      A con¬≠clu¬≠sione dei lavori il seg¬≠re¬≠tario gen¬≠erale Alessio Berni ha trac¬≠ciato la linea di ind¬≠i¬≠rizzo di Cos¬≠moPopoli pre¬≠cisando: ‚ÄúLa tes¬≠ti¬≠mo¬≠ni¬≠anza di questa impor¬≠tante gior¬≠nata che ha visto parte¬≠cipi oltre 50 rap¬≠p¬≠re¬≠sen¬≠tanze inter¬≠nazion¬≠ali, deve inter¬≠pretare il punto di partenza per far s√¨ che Cos¬≠moPopoli divenga un con¬≠teni¬≠tore di idee, prog¬≠etti e pro¬≠poste final¬≠iz¬≠zate a creare quell‚Äôindispensabile atten¬≠zione verso il mondo della mul¬≠ti¬≠cul¬≠tura. I prossimi passi dell‚Äôorganizzazione Cos¬≠moPopoli, saranno infatti rap¬≠p¬≠re¬≠sen¬≠tati da impor¬≠tanti momenti col¬≠le¬≠giali, che inten¬≠dono richia¬≠mare l‚Äôattenzione sulle pre¬≠senze inter¬≠nazion¬≠ali attre¬≠verso il primo ‚ÄúCos¬≠moPopoli Fes¬≠ti¬≠val‚ÄĚ e il ‚ÄúCos¬≠moPopoli Award‚ÄĚ; occa¬≠sioni che inten¬≠dono met¬≠tere in evi¬≠denza con¬≠crete tes¬≠ti¬≠mo¬≠ni¬≠anze di inter¬≠azioni mul¬≠ti¬≠cul¬≠tur¬≠ali pre¬≠senti in Italia.‚ÄĚ

       

      Immigrazione, da Siena alcune proposte per favorire l’integrazione

        Lin¬≠gua, inser¬≠i¬≠mento sociale e sco¬≠las¬≠tico, riqual¬≠i¬≠fi¬≠cazione urban¬≠is¬≠tica, accesso ai servizi pub¬≠blici. Sono queste i cinque temi, svilup¬≠pati in una serie di pro¬≠poste, che la Rete degli Osser¬≠va¬≠tori Sociali provin¬≠ciali ha indi¬≠vid¬≠u¬≠ato come pri¬≠or¬≠i¬≠tari per pro¬≠muo¬≠vere l‚Äôintegrazione dei migranti. Le pro¬≠poste sono con¬≠tenute in un doc¬≠u¬≠mento che √® stato pre¬≠sen¬≠tato sta¬≠mat¬≠tina a Siena nel corso della prima parte del con¬≠vegno ‚ÄúLe sfide locali per l‚Äôintegrazione‚ÄĚ che si √® tenuto presso l‚ÄôAula Magna di Scienze Politiche. L‚Äôiniziativa √® orga¬≠niz¬≠zata da Regione Toscana, Osser¬≠va¬≠to¬≠rio Sociale Regionale, Provin¬≠cia di Siena e Uni¬≠ver¬≠sit√† di¬†Siena.

        “La col­lab­o­razione con l’Università di Siena
        ed il lavoro svolto dagli Osser¬≠va¬≠tori sociali provin¬≠ciali ‚Äď ha detto l‚Äôassessore regionale al wel¬≠fare Sal¬≠va¬≠tore Allocca ‚Äď si sono riv¬≠e¬≠lati preziosi per¬≠ch√® ci con¬≠sentono di avere una visione di det¬≠taglio rel¬≠a¬≠ti¬≠va¬≠mente ad un fenom¬≠eno che va gestito a liv¬≠ello ter¬≠ri¬≠to¬≠ri¬≠ale. In cias¬≠cun ambito infatti si pos¬≠sono osser¬≠vare tan¬≠tis¬≠sime vari¬≠anti, con¬≠dizioni par¬≠ti¬≠co¬≠lari, pecu¬≠liar¬≠it√†. Il quadro di det¬≠taglio √® il punto di partenza per lo sviluppo delle politiche. L‚Äôincontro della mat¬≠tina ha avuto il mer¬≠ito di affi¬≠an¬≠care alle pro¬≠poste in tema di inte¬≠grazione alcune ipotesi con¬≠crete di inter¬≠vento‚ÄĚ. Allocca poi, durante il dibat¬≠tito pomerid¬≠i¬≠ano, ha aggiunto che ‚Äúl‚Äôimmigrazione √® un fenom¬≠eno che va affrontato pen¬≠sando glob¬≠al¬≠mente ma agendo local¬≠mente. Dob¬≠bi¬≠amo avere la capac¬≠it√† di poter agire in cias¬≠cuna sin¬≠gola realt√† ter¬≠ri¬≠to¬≠ri¬≠ale ma anche di avere un‚Äôinterpretazione di un fenom¬≠eno epocale con il quale tutte le soci¬≠et√† devono fare i¬†conti‚ÄĚ.

        nella foto, al cen­tro, Luigi De Gre­go­rio, Resp. Prog­etti Acli Colf Siena

        Pretesto per l‚Äôorganizzazione della gior¬≠nata √® stata anche la pre¬≠sen¬≠tazione del vol¬≠ume ‚ÄėLe dinamiche locali dell‚Äôimmigrazione. Espe¬≠rienze di ricerca in Toscana‚Äô, curato da Fabio Berti e Andrea Valza¬≠nia, soci¬≠ologi e stu¬≠diosi dei fenomeni migra¬≠tori. Il vol¬≠ume cos¬≠ti¬≠tu¬≠isce il pros¬≠egui¬≠mento del lavoro del 2010, ‚ÄėLe nuove fron¬≠tiere dell‚Äôintegrazione. L‚Äôimmigrazione straniera in Toscana‚Äô, che ha ten¬≠tato di mis¬≠urare il grado di inte¬≠grazione in Toscana, attra¬≠verso un‚Äôanalisi trasver¬≠sale dei prin¬≠ci¬≠pali ambiti sociali (lavoro, sta¬≠tus giuridico, cul¬≠tura, iden¬≠tit√†, servizi), in un‚Äôottica regionale. Il nuovo libro, che come il prece¬≠dente √® sostenuto dalla Regione, √® sca¬≠tu¬≠rito dalla neces¬≠sit√† di appro¬≠fondire lo stu¬≠dio del liv¬≠ello locale di inte¬≠grazione, par¬≠tendo dall‚Äôidea di fondo sec¬≠ondo la quale questa non si real¬≠izza ovunque allo stesso modo, ma varia in ogni con¬≠testo, con pro¬≠prie speci¬≠ficit√†. Con¬≠trib¬≠uto impor¬≠tante, soprat¬≠tutto per lo sguardo locale, √® arrivato dalla rete degli Osser¬≠va¬≠tori sociali provin¬≠ciali e dalle loro strut¬≠ture di ricerca, che hanno appro¬≠fon¬≠dito alcuni aspetti par¬≠ti¬≠co¬≠lari del processo.

        nella foto, a sin­is­tra, Adri­ana Almeida Di Nardo, Respon­s­abile provin­ciale Acli Colf Siena

        Le pro­poste in sin­tesi. Riguardo alla lin­gua ital­iana, viene pro­posto il poten­zi­a­mento degli inter­venti di inseg­na­mento e la prog­et­tazione di corsi diretti agli adulti per col­mare il gap lin­guis­tico con i figli. Il sec­ondo tema riguarda il cosid­detto poten­zi­a­mento del cap­i­tale sociale, vale a dire la val­oriz­zazione dei legami con i paesi d’origine, la pro­mozione di corsi di lin­gua madre per per­me­t­tere ai figli nati in Italia di non perdere il pro­prio pat­ri­mo­nio iden­ti­tario, l’inserimento dei migranti all’interno di asso­ci­azioni esistenti e la creazione di nuove, la sem­pli­fi­cazione delle pro­ce­dure per l’apertura di luoghi di culto adeguati. Un’altra pro­posta prevede l’utilizzo di politiche urban­is­tiche per riv­i­tal­iz­zare deter­mi­nate aree degra­date abi­tate o fre­quen­tate in prevalenza da cit­ta­dini immi­grati, per recu­per­are cen­tri di aggregazione (cir­coli, case del popolo, ecc.) o, attra­verso prog­etti speci­fici, spazi pub­blici abban­do­nati e per pro­muo­vere agen­zie di medi­azione di con­flitti. L’inserimento sco­las­tico e la lotta alla dis­per­sione rap­p­re­sen­tano un altro punto nevral­gico, da svilup­pare attra­verso la for­mazione e la moti­vazione degli inseg­nanti, la creazione di classi e scuole troppo carat­ter­iz­zate da un punto di vista etnico, l’orientamento degli stu­denti stranieri nel pas­sag­gio dalla scuola dell’obbligo ai liv­elli di istruzione suc­ces­sivi, la pro­mozione di attiv­ità di tutor­ing per il supera­mento delle dif­fi­coltà ed il poten­zi­a­mento dei servizi del dopo scuola. Infine l’accesso ai servizi pub­blici, attra­verso la creazione di uno sportello infor­ma­tivo in ognuna delle 34 zone socio-sanitarie, la stan­dard­iz­zazione delle pro­ce­dure di accesso agli sportelli, l’aumento dei servizi di medi­azione lin­guis­tica, una migliore infor­mazione sui servizi san­i­tari disponi­bili ed un miglio­ra­mento delle capac­ità di com­pren­sione e comu­ni­cazione da parte dei medici di med­i­c­ina gen­erale.

        In Toscana gli immi­grati rego­lari, sec­ondo le stime del Dossier Caritas/Migrantes
        al 1 gen¬≠naio 2011, sono 396 mila, il 10,6% della popo¬≠lazione regionale. Quelli res¬≠i¬≠denti, ovvero iscritti presso le ana¬≠grafi comu¬≠nali, sono poco pi√Ļ di 364 mila, pari al 9,7% del totale. Sono numeri supe¬≠ri¬≠ori sia alla media nazionale (7,5%) che a quella UE (6,5%) ed indi¬≠cano una ten¬≠denza di crescita costante. Se res¬≠ti¬≠amo al dato rel¬≠a¬≠tivo ai res¬≠i¬≠denti pos¬≠si¬≠amo osser¬≠vare che dal 1995 al 2010 il loro numero √® aumen¬≠tato di oltre 7¬†volte.

        ANCHE ADRIANA ALMEIDA DI NARDO NELLA RETE DEGLI OSSERVATORI.

          Siena, grande parte¬≠ci¬≠pazione al con¬≠vegno ‚ÄĚLe sfide locali per l‚Äôintegrazione‚ÄĚ

          Le pro­poste pre­sen­tate dalla Rete degli Osser­va­tori
          I migranti sono una risorsa, tante idee per la paci­fica con­vivenza di cul­ture diverse
           

          sfidelocaliimmigrazione2

          ‚ÄúLa crisi eco¬≠nom¬≠ica fa regredire la qual¬≠it√† della vita e gen¬≠era paure, ma noi vogliamo rea¬≠gire: in questa provin¬≠cia in cui l‚Äôimmigrazione non ha mai cos¬≠ti¬≠tu¬≠ito un prob¬≠lema, dob¬≠bi¬≠amo provare a costru¬≠ire una base comune min¬≠ima sulla quale far vivere il plu¬≠ral¬≠ismo tra cul¬≠ture diverse, si pos¬≠sano real¬≠iz¬≠zare val¬≠ori con¬≠di¬≠visi. E le pro¬≠poste elab¬≠o¬≠rate dalla Rete degli Osser¬≠va¬≠tori Sociali per lan¬≠ciare conc¬≠re¬≠ta¬≠mente sfide locali per l‚Äôintegrazione, sono idee impor¬≠tanti che mer¬≠i¬≠tano di essere applicate‚ÄĚ.

          Questa, sec¬≠ondo Simone Bezzini pres¬≠i¬≠dente della Provin¬≠cia, √® la mis¬≠sione che si √® data il con¬≠vegno svoltosi gioved√¨ 15 marzo per inizia¬≠tiva della Provin¬≠cia di Siena, della Regione Toscana, dell‚ÄôOsservatorio Sociale Regionale e dell‚ÄôUniversit√† di Siena, dal titolo appunto ‚ÄúLe sfide locali per l‚Äôintegrazione‚ÄĚ.

          Un appun­ta­mento diviso in due
          e che ha visto un‚Äôalta parte¬≠ci¬≠pazione di addetti ai lavori, stu¬≠denti e immi¬≠grati, i pi√Ļ diret¬≠ta¬≠mente inter¬≠es¬≠sati. La mat¬≠tina, nell‚Äôaula magna di Scienze Politiche, la pre¬≠sen¬≠tazione del libro ‚ÄúLe dinamiche locali dell‚Äôintegrazione‚ÄĚ, scritto da Fabio Berti e Andrea Valza¬≠nia, soci¬≠ologi presso l‚Äôateneo senese, e gli inter¬≠venti di ammin¬≠is¬≠tra¬≠tori pub¬≠blici, oper¬≠a¬≠tori nel sociale e rap¬≠p¬≠re¬≠sen¬≠tanti di asso¬≠ci¬≠azioni di migranti; il pomerig¬≠gio un dibat¬≠tito nella sala con¬≠sil¬≠iare della Provin¬≠cia, pre¬≠senti lo storico Franco Car¬≠dini, l‚Äôassessore regionale al wel¬≠fare Sal¬≠va¬≠tore Allocca, l‚ÄôImam di Firenze e pres¬≠i¬≠dente UCOII Elzir Izzedin e Otto Bitjoka della Fon¬≠dazione Eth¬≠noland, insieme al gior¬≠nal¬≠ista Daniele Magrini.

          In cinque punti le pro­poste pre­sen­tate dalla Rete degli Osser­va­tori. Primo punto, l’insegnamento della lin­gua ital­iana agli adulti e ai gio­vani immi­grati. Sec­ondo punto, il poten­zi­a­mento del cap­i­tale sociale  val­oriz­zando i legami con i paesi di orig­ine anche attra­verso espe­rienze di coop­er­azione decen­trata, pro­muovendo lo sviluppo di asso­ci­azioni degli immi­grati e il loro inser­i­mento nel mondo asso­ci­azion­is­tico locale, dai cir­coli Arci alle Mis­eri­cordie, infine facil­i­tando l’apertura di luoghi di culto con la sem­pli­fi­cazione delle pro­ce­dure urban­is­tiche. Terzo punto, uti­lizzo delle pro­poste urban­is­tiche per l’integrazione riqual­i­f­i­cando e riv­i­tal­iz­zando aree degra­date troppo spesso abi­tate solo da immi­grati e recu­perando cen­tri di aggregazione e spazi pub­blici. Quarto punto, inser­i­mento sco­las­tico e con­trasto alla dis­per­sione for­mando e moti­vando gli inseg­nanti, dis­in­cen­ti­vando classi e scuole carat­ter­iz­zate etni­ca­mente, facendo attiv­ità di ori­en­ta­mento per il pas­sag­gio dalla scuola dell’obbligo alle supe­ri­ori, pro­muovendo azioni di tutor­ing a favore di stu­denti stranieri in dif­fi­coltà. Quinto e ultimo punto, accesso ai servizi pub­blici con uno sportello infor­ma­tivo per ogni zona sociosan­i­taria, servizi di medi­azione cul­tur­ale, infor­mazioni sui servizi san­i­tari, un aiuto ai medici per­ché superino prob­lemi di comu­ni­cazione con l’utenza straniera.

          sfidelocaliimmigrazione1‚ÄúDa questa provin¬≠cia che ha visto aumentare la pre¬≠senza di immi¬≠grati in dod¬≠ici anni dal 4% sul totale della popo¬≠lazione, dato del 2002, al 12%, dato attuale ‚Äď ha dichiarato Simon¬≠etta Pel¬≠le¬≠grini asses¬≠sore provin¬≠ciale al wel¬≠fare ‚ÄĒ parte la sfida per real¬≠iz¬≠zare un‚Äôintegrazione che non sia risoluzione di prob¬≠lemi socioas¬≠sis¬≠ten¬≠ziali ma val¬≠oriz¬≠zazione di una com¬≠po¬≠nente essen¬≠ziale della soci¬≠et√†. Noi dici¬≠amo no a un processo di assim¬≠i¬≠lazione a senso unico, vogliamo invece un con¬≠fronto tra etnie e cul¬≠ture diverse, rispetto rec¬≠i¬≠proco, e nat¬≠u¬≠ral¬≠mente la garanzia dei diritti fon¬≠da¬≠men¬≠tali per chi cerca un futuro nel nos¬≠tro territorio‚ÄĚ.

          Dove √® impor¬≠tante gio¬≠care la par¬≠tita anche sec¬≠ondo l‚Äôassessore regionale Sal¬≠va¬≠tore Allocca: ‚ÄúDob¬≠bi¬≠amo pen¬≠sare glob¬≠al¬≠mente ma agire local¬≠mente, lavo¬≠rare insieme, noi che qui vivi¬≠amo da sem¬≠pre e chi √® appena arrivato, per il riconosci¬≠mento dei diritti e per costru¬≠ire il processo di adat¬≠ta¬≠mento che la moder¬≠nit√† ci impone. In una soci¬≠et√† toscana che sta invec¬≠chi¬≠ando, l‚Äôapporto di nuove gen¬≠er¬≠azioni di migranti √® impor¬≠tante, e non si tratta solo di dis¬≠perati, come si crede comune¬≠mente, ma di gio¬≠vani selezionati dalla loro capac¬≠it√† di intrapresa, che daranno un apporto eco¬≠nom¬≠ico e demografico fon¬≠da¬≠men¬≠tale. La legge regionale 29 sull‚Äôimmigrazione √® un buon punto di partenza‚ÄĚ.

          Per l‚ÄôImam di Firenze Elzir Izzedin i migranti devono assumersi respon¬≠s¬≠abil¬≠it√† in prima per¬≠sona, non del¬≠e¬≠gare la ver¬≠it√† agli altri, ma abbat¬≠tere vec¬≠chi stereotipi e cos¬≠ti¬≠tuire un mod¬≠ello di rifer¬≠i¬≠mento per le gen¬≠er¬≠azioni che ver¬≠ranno, solo cos√¨ sar√† pos¬≠si¬≠bile costru¬≠ire cul¬≠ture dialo¬≠ganti nel rispetto rec¬≠i¬≠proco. Otto Bitjoka della Fon¬≠dazione Eth¬≠noland da parte sua ha detto che pi√Ļ che di inte¬≠grazione si deve par¬≠lare di inter¬≠azione tra mondi diversi, per uscire dalle vec¬≠chie logiche delle mag¬≠gio¬≠ranze e delle mino¬≠ranze etniche, e che a propos¬≠ito dei luoghi di culto esistono in tante citt√† stru¬≠menti urban¬≠is¬≠tici ottimi, ci vuole la volont√† polit¬≠ica per dar loro appli¬≠cazione, per far s√¨ che la real¬≠iz¬≠zazione di una moschea sia un momento di coe¬≠sione sociale, non di scon¬≠tro. Infine l‚Äôappello dello storico Franco Car¬≠dini: ‚ÄúCentocinquant‚Äôanni dopo Karl Marx, i pro¬≠le¬≠tari non si sono uniti, ma i padroni s√¨, ind¬≠i¬≠riz¬≠zano l‚Äôeconomia e fanno e dis¬≠fanno i gov¬≠erni che vogliono loro. L‚Äôimperativo ora √® evitare la guerra tra poveri, ital¬≠iani ed extra¬≠co¬≠mu¬≠ni¬≠tari, e costru¬≠ire un‚Äôintegrazione che salvi le dif¬≠ferenze e le fac¬≠cia con¬≠vi¬≠vere, per¬≠ch√© la cul¬≠tura degli altri non scal¬≠fisce la nos¬≠tra, sem¬≠mai l‚Äôarricchisce‚ÄĚ.

           

          La terza età: intervista a Enrico Pugliese

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